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La società
Le genti dell’Età del Rame vivevano in insediamenti che consistevano in molti nuclei, ciascuno di essi appartenente a un’unica grande famiglia. La comunità di villaggio di Arbon Bleiche 3 (Svizzera) era formata da ben 30 nuclei familiari.
È probabile che i vari insediamenti fossero riuniti in gruppi regionali e si incontrassero in luoghi centrali dedicati alle riunioni e al culto.
Con la lavorazione del rame, che presupponeva particolari conoscenze tecniche, è nato l’artigianato specializzato.
Questo nuovo e prezioso materiale presto diventa parametro di potenza e ricchezza, contribuendo così alla formazione di ceti sociali e ad un’evidente differenziazione interna alla struttura sociale. La diffusione delle armi, per esempio, attesta un aumento di conflitti strettamente collegato alla difesa della proprietà terriera. Le differenze sociali si riconoscono chiaramente osservando i corredi delle sepolture. A Remedello, ad esempio, solo il 17% delle asce e il 13% dei pugnali ritrovati nelle tombe sono dotati di una lama di rame, le altre lame sono in selce o serpentino. Un'arma in rame indica l'appartenenza del defunto a un ceto sociale più elevato.

